Nello sciame degli advertorial

Il tema della qualità dell’informazione nell’epoca della predominanza assoluta dei social network, è tra i più dibattuti e contiene al suo interno sviluppi cruciali: dall’orientamento delle opinioni dipende il futuro della società civile e della democrazia.

Se Feuerbach nell’800 diceva “Siamo quello che mangiamo” oggi potremmo aggiungere che “Siamo ciò che fruiamo” spesso passivamente sui social.

Nel suo libro “Nello Sciame” http://www.edizioninottetempo.it/it/prodotto/nello-sciame Byul-Han Chuan tuona con grande pessimismo sull’informazione non mediata, sull’impossibilità di diffondere un messaggio che abbia una prospettiva futura, che duri oltre il perpetuo presente e che si sottragga al grande frastuono della rete. La crisi della stampa tradizionale è sul piatto da diversi anni, i giornalisti, i mediatori per eccellenza dell’informazione, i soli che nel diffondere le informazioni devono attenersi ad un codice deontologico, sono surclassati oggi dai self-publisher, dagli influencer e dai blogger.

In questo mondo non c’è una redazione di professionisti che filtra i contenuti ma è il criterio della “popolarità” e la giusta dose di conoscenza degli algoritmi di Google e Facebook a far arrivare una notizia sulle nostre bacheche o in cima ad una ricerca sui motori.

Anche il giornalismo tout-court è cambiato: non basta più dare una notizia accertata e prima degli altri. Bisogna confezionare storie, rendere l’informazione stuzzicante, condivisibile, rincorrere il click. Come fa upworthy (www.upworthy.com) uno dei più grandi e popolari siti d’informazione statunitense.

Una cosa che accomuna blogger, influencers e siti come upworthy è la possibilità di creare advertorial, contenuti in tutto e per tutto simili ai contenuti spontanei ma sponsorizzati dai marchi. Vengono create storie, video, post fotografici ad hoc attorno ad un prodotto, senza che l’utente medio ne abbia la chiara percezione. La food blogger inventa una ricetta che ha per protagonista il formaggino xxxxx e non solo perchè ritiene che effettivamente sia il migliore sul mercato. È il suo lavoro, il marchio la paga per utilizzare questo prodotto in particolare. E questa altro non è che pubblicità.

Su cosa si fonda il potere del blogger di successo che i marchi comprano ormai quanto gli spazi pubblicitari in TV? La fiducia. Quella che i followers accordano ad un personaggio del web così come una volta accordavano ai giornalisti.

Con una grande differenza: il filtro che la cultura giornalistica “mediata”, oggi anacrostico e considerato limitazione all’informazione partecipata. Come scrive Byung-Chul Han “la rappresentanza funziona spesso come filtro, che produce un effetto molto positivo: agisce mediante selezione e rende possibile l’esclusività. Per esempio case editrici dotate di un programma ambizioso realizzano una formazione culturale e spirituale, coltivano la lingua. Per redigere notizie accertate, i giornalisti mettono in gioco persino la loro vita.”

Il filosofo giapponese è forse eccessivamente negativo nei confronti della demedializzazione che a mio parere continua a rappresentare un’opportunità per aumentare la libertà d’informazione degli utenti e, aumentando la competizione, accrescere la qualità dei contenuti.

Tuttavia, nel momento in cui i grandi marchi hanno accesso illimitato ai siti dei nuovi “mediatori” dell’informazione e pagano per diffondere alcuni messaggi, è a rischio il pluralismo e soprattutto si rischia il contrario della libertà: la manipolazione. Con scenari tutti aperti anche sul fronte del pensiero politico.

Perché in TV e sui giornali il contenuto pubblicitario deve essere ben distinto dagli altri e sui blog non c’è quest’obbligo?

Lo sviluppo di un pensiero critico nei confronti della rete, quale anticorpo all’assunzione passiva di pubblicità, è in questo momento storico l’unica via per garantirsi ancora una minima possibiltà di libertà di pensiero.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s